Un episodio di edilizia sociale a basso costo, che rivela la svolta verso il superamento del manierismo ornamentale, è il quartierino di Case asismiche costruite dal Genio Civile a rione Ferrovia.
Compreso tra i due grandi complessi edilizi della Stazione e della Manifattura Tabacchi, l’insediamento costituisce l’unico esempio di nucleo abitativo pensato a Benevento per la classe operaia. La sequenza di case a schiera arretrate sul fronte strada, con piccoli terrazzi giardino ad ingentilire l’invito all’ingresso enfatizzato da una scala esterna e dal tetto, è sintonizzata sul motivo dei villaggi europei della working class.
La linearità del programma edilizio si sposa a principi urbanistici dati non solo dall’allineamento ma anche dalla configurazione di una piccola piazza. L’occasione scaturisce dalla volontà di finanziare abitazioni semplici ma dotate di soluzioni strutturali più accorte dal punto di vista sismico.
Il piccolo villaggio vivrà una storia travagliata, con le case prima mantenute male, poi danneggiate e per anni non ristrutturate e rifinite, divenute simbolo di degrado, infine giustamente riscattate da un buon restauro che le ha restituite all’eleganza della sobrietà per la quale erano state progettate.